IL CHUPACABRA

Il chupacabra o chupacabras (nome derivante dallo spagnolo succhiatore di capre e da non confondersi con l’uccello chiamato invece succiacapre) è un animale leggendario che si vuole abiti in alcune zone delle Americhe. È stato associato con apparizioni di un presunto animale sconosciuto a Porto Rico (dove si è avuta notizia per la prima volta di tali apparizioni nel 1990), Messico e Stati Uniti, specialmente nelle comunità latinoamericane di più recente formazione. Il nome deriva dal fatto che sarebbe sua abitudine bere il sangue di capre e altri animali domestici e infliggere loro particolari mutilazioni. Le descrizioni del chupacabra da parte dei presunti testimoni sono varie. Una delle rappresentazioni più tipiche è quella di un animale piuttosto pesante, della taglia di un piccolo orso, con una fila di aculei dalla testa fino alla base della coda. La maggior parte dei biologi e degli addetti alla forestale vede il chupacabra semplicemente come una leggenda urbana e la criptozoologia accademica in genere non prende in considerazione questo tipo di creature.

Recentemente il mito di questo presunto fantomatico animale è stato messo in relazione con il ritrovamento di alcune carogne senza pelo in Texas, che alcuni media hanno presentato come appartenenti a un canide di origine sconosciuta, imparentato con il coyote, che potrebbe essere diffuso su un’area geografica ampia, sebbene in numero piuttosto ridotto e per questo motivo quindi poco conosciuto sino ad oggi: in realtà si è scoperto poi che si trattava di carcasse di coyote.

Va inoltre evidenziato che, mentre i primi casi accertati fanno riferimento a vittime completamente dissanguate dal chupacabra attraverso fori quasi impercettibili, nei casi più recenti sono state attribuite al chupacabra prede letteralmente sbranate, il che costituisce una evidente contraddizione.

L’ipotesi che il chupacabra sia una specie sconosciuta di canide è stata introdotta, come dicevamo, in seguito al ritrovamento di carcasse prive di pelo nel 2005 a Elmendorf e nel 2007 a Cuero, in Texas. Il presunto chupacabra di Cuero è stato trovato dalla proprietaria di un ranch secondo la quale non poteva trattarsi di un animale conosciuto come un cane o un coyote. L’animale era privo di pelo, fatta eccezione per una striscia di rada peluria lungo il dorso, e non aveva denti incisivi. Osservando un foro nella gengiva, la donna ha avanzato l’ipotesi, zoologicamente però non credibile, che attraverso di esso l’animale potesse succhiare il sangue alle sue vittime. La donna ha conservato la testa della bestia per farne un trofeo ed è stato così possibile effettuare le analisi del DNA, compiute presso la Texas State University di San Marcos sotto la guida di Mike Forstner. L’esame ha dimostrato che l’animale era quasi identico a un coyote, la cui mancanza di pelo era da attribuirsi a una malattia cutanea, mentre gli incisivi erano evidentemente caduti (si trattava di un esemplare di età avanzata) e il foro poteva semplicemente corrispondere all’alveolo di un dente caduto. Taluni, però, dall’affermazione di Forstner che l’animale di Cuero aveva un DNA quasi identico alle sequenze dei coyote presenti nella banca dati, hanno dedotto che si trattava di una specie simile, ma comunque distinta, dal coyote… quindi ecco trovato il famigerato chupacabra.  

La conclusione è però sbagliata in quanto basata sul presupposto errato che tutti gli animali appartenenti alla stessa specie abbiano un DNA identico senza alcune variazioni tra un individuo e l’altro. In realtà tali variazioni esistono e quindi, confrontando il DNA di un coyote con quello di altri, lo si troverà non identico, ma appunto quasi identico come detto da Forstner.

Eppure il mistero continua…

Davide Longoni