LA NOTTE HA MILLE OCCHI: LE COSTELLAZIONI 05

LA NOTTE

HA MILLE OCCHI:

LE

COSTELLAZIONI

 

Nascita delle stelle presso la Nebulosa Carina

MALINCONICO E CREPUSCOLARE CIELO D’AUTUNNO

Sono belle, (le stelle) non è vero?.. insomma io non le guardo più

ma in effetti devo dire che sono… molto belle…

(Man in Black, di Barry Sonnenfeld – 1997)

            L’aria si è indubbiamente rinfrescata e si sente l’odore della terra umida mentre i mille occhi del cielo che formavano le Costellazioni estive si stanno lentamente abbassando verso l’orizzonte di Occidente e in cielo, lentamente, ne appaiono delle nuove. Autunno è anche il periodo in cui la Terra, nella sua orbita attorno al Sole, incontra numerosi sciami di meteore. Le più famose fra tutte, pur sempre nell’impossibilità di dare un giorno preciso al loro più intenso passaggio, sono le Leonidi il cui periodo ricade normalmente il 17 Novembre. Ogni 33 anni, quando la Terra incontra la cometa 55P/Tempel – Tuttle durante il suo passaggio al Perielio, è possibile poter scorgere, nel sereno cielo notturno, una vera e propria pioggia di meteore. L’8 Ottobre, invece, è il momento delle Draconidi e il 21 Novembre le Alfa Monocerontidi e infine le Geminidi, osservabili dall’8 al 18 Dicembre anche se, come abbiamo detto, il passaggio e l’intensità di questi sciami meteorici possono variare di giorni o di ore.

Costellazione di Andromeda

Andromeda fa parte delle 48 Costellazioni che Tolomeo elenca e illustra ed era conosciuta con questo stesso nome fin dai tempi di Eratostene nel terzo secolo avanti Cristo. Essa era nota nel mondo latino anche con il nome “Andromeda Mulier Catenata” che significa “Andromeda la donna Incatenata” e in Arabia era conosciuta come “Al Mar’ah al Musalsalah”.

Secondo la mitologia greca Andromeda era la figlia di Cassiopea e Cefeo, fanciulla tanto bella quanto modesta. I suoi genitori governavano il regno di Etiopia, una terra posta tra il Mar Rosso e il Mediterraneo. A tanta grazia, dolcezza e modestia  della figlia non corrispondevano le stesse doti nella madre la quale, al contrario era una donna molto presuntuosa e arrogante. La cosa, non si capisce molto bene il perché, dava molto fastidio al re del mare Poseidone, tipo notoriamente nervoso e vendicativo il quale, invece di impicciarsi dei fatti propri, mandò il mostro Cetus a distruggere il regno. Andromeda fu incatenata a una rupe, quale offerta per placare le ire del mostro, ma fu tratta in salvo, come in parte ci insegna il film “Scontro di Titani”, dove però il mostro si chiama Kraken, da Perseo il quale, passando da quelle parti e in attesa di diventare il testimonial di una casa editrice specializzata in fantascienza poi scomparsa, se ne innamorò perdutamente. Dopo averla debitamente impalmata, ebbe da lei Perses, futuro capo dei persiani e, alla sua morte, la dea Atena la mise a brillare fulgidamente nel cielo.

Fin qui la leggenda. Andromeda si trova a Sud di Cassiopea e la sua stella più luminosa, almeno per noi, si chiama Alfa, un sole di colore bianco-azzurro grande più di cento volte il nostro e distante dalla Terra un centinaio di chilometri. Altre due stelle interessanti da osservare in questa Costellazione sono Beta e Gamma, la prima, conosciuta anche con il nome di Mirach (così come Alfa è nota anche come Alpheratz o Sirrah) è un sole gigante di colore rosso mentre Gamma o Almach è una stella azzurra ben millecinquecento volte più luminosa del Sole e distante da noi quasi quattrocento anni luce. Si tratta in realtà di una stella quadrupla stella quadrupla, dove le due componenti principali sono facilmente visibili anche con un piccolo telescopio.

A Nord- Ovest abbiamo poi modo di osservare M 31, molto meglio conosciuta come la Grande Nebulosa di Andromeda, una galassia che è l’immagine speculare della nostra Via lattea, oggetto delle speculazioni e dei sogni di tanti scrittori di fantascienza dalle ambizioni particolarmente audaci. Nel 1885 vi esplose anche una supernova, oggi indicata con S Andromedae. Questa supernova raggiunse magnitudine 6, per poi declinare rapidamente e sparire. I suoi resti sono stati identificati in seguito. Battezzata SN1885 a, fu scoperta il 20 agosto 1885 da Ernst Hartwig al Dorpat Observatory in Estonia e apparve di colore tendente al rosso. I suoi resti, scoperto nel 1988 grazie al telescopio di 4 metri Mayall a Kitt Peak, apparve ricco di ferro.

In un cielo molto terso e molto buio, accanto a questo meraviglioso spettacolo di un corpo celeste distante da noi due milioni di anni luce, si possono osservare con un binocolo due altre piccole galassie a spirale denominate M32 e M110 mentre ci vuole veramente un piccolo telescopio per poter ammirare in tutta la sua bellezza NGC 891, una bellissima galassia a spirale visibile a noi praticamente di taglio. Vicino a una stella della Costellazione, denominata Iota, si può scorgere una piccola ma brillante Nebulosa planetaria classificata con la sigla NC 7662, infine, in orbita attorno alla stella Upsilon sono stati scoperti due pianeti grandi come Giove. La Costellazione contiene alcuni sistemi planetari noti; fra questi il più conosciuto, nonché uno dei primi scoperti, è quello di υ Andromedae, che conta quattro pianeti confermati: si tratta di quattro pianeti gioviani, di cui uno della metà della massa di Giove, uno quasi il doppio, uno oltre tre volte più grande e il quarto che ha circa la stessa massa del gigante del sistema solare. WASP-1 è invece una stella lontana oltre 1000 anni luce, intorno alla quale è noto un pianeta transitante. Come avete già potuto notare i nomi di queste stelle minori seguono l’alfabeto greco e li ritroveremo, come è già successo, ripetuti in altre Costellazioni, ecco perché è necessario, parlando di una specifica stella, darle sì il nome (la sigla), ma anche il cognome che è poi quella della Costellazione stessa in latino per cui, a puro titolo di esempio la Upsilon citata prima diventerà Upsilon Andromedae (Upsilon di Andromeda).

Estesa per 772 gradi quadrati e con 100 stelle di magnitudine superiore alla sesta, la Costellazione di Andromeda è facilmente individuabile pur non essendo particolarmente brillante. Il miglior periodo alle nostre latitudini è Novembre, anche se è visibile a nord per buona parte dell’anno, ed è rintracciabile incrociando due metodi. Andromeda è a S rispetto alla ‘W’ di Cassiopea mentre a Nord-Est rispetto al quadrato di Pegaso. La costellazione di Pegaso forma un quadrato: la continuazione della diagonale del quadrato di Pegaso è formata da alcune delle stelle più brillanti di Andromeda. Ha una forma a V, molto lunga e stretta, ed inclinata più o meno a 45° verso sinistra. La linea più bassa della V è anche quella che coincide con il prolungamento del quadrato di Pegaso.

Noto segno zodiacale, l’Ariete, fa anche lui parte delle Costellazioni tolemaiche. Nel secondo millennio Avanti Cristo era conosciuto anche come Principe dello Zodiaco e questo perché il Sole entrava in questa Costellazione nell’equinozio di primavera, il che corrispondeva all’inizio del calendario astronomico. Nel primo secolo Dopo Cristo questo titolo onorifico se lo fregarono i Pesci, notoriamente viscidi adducendo come scusa la precessione degli equinozi: non si tratta di equini con velleità religiose e desiderosi di esibirsi in pii pellegrinaggi (che si chiamerebbero comunque “processioni” non “precessioni”). La precessione degli equinozi è l’oscillazione dell’asse terrestre, un moto che impiega 26.000 mila anni per fare un giro completo e il risultato di questo moto è che le coordinate dei vari punti del cielo cambiano gradatamente. La Stella Polare, per esempio e ne abbiamo già parlato in un altro momento, cesserà di essere allineata con l’asse terrestre e il suo posto, fra circa 13’000 anni, verrà preso dalla stella Vega della Costellazione della Lira. Presso i greci l’Ariete era conosciuto come “Krios”, fu “Aries” per i latini, ma anche “Corvus” o “Jovis Sidus”. Nel Medioevo gli arabi le affibbiarono il nome di “Al Kabsh al’Alif” che vuole dire il “Montone Domestico”.

Costellazione dell’Ariete

Animale molto sfortunato l’ariete era il non plus ultra per i sacrifici. Si potrebbe dire che usarlo all’epoca per un rito sacrificale era la morte sua, come direbbero oggi i romani e gli chef, ma la povera bestia, fin dall’Antico Testamento era destinato a questo nobile ma non certo piacevole compito. La Costellazione è quindi legata all’ariete dal vello d’oro. Salvò Frisso dalla mano assassina del padre, il re Alamante di Boezia. Una volta che ebbe raggiunta la Colchide Frisso fece la festa all’ariete sacrificandolo a favore di Zeus per ringraziarlo dello scampato pericolo e il vello fu donato al re della Colchide e là rimase fino all’arrivo di Giasone e degli Argonauti come è ampiamente spiegato nel film di Don Chaffey “Gli Argonauti” del 1963.          L’Ariete si trova a Ovest del Toro. Sul suo corno brillano le stelle Hamal, Sheratan e Mesarhim che sono le più luminose, poi abbiamo stelle doppie minori come Gamma e Lambda. Se si utilizza un buon binocolo è poi possibile osservare una stella che porta l’anonimo numero 53. Si tratta di una delle rarissime Stelle Fuggiasche probabilmente nate, milioni di anni fa, nella prossimità della Grande Nube di Orione che, per ragioni ancora ignote, sono state espulse quasi a velocità curvatura e vagabondano nello spazio.

Nel Novembre del 1999 anche intorno a una stella dell’Ariete e precisamente intorno alla HD 12661, è stato scoperto un pianeta grande quasi tre volte Giove e che compie il suo moto di rivoluzione in 265 giorni. Nel 2016, presso EPIC 318 è stato scoperto un pianeta distante 323 anni luce e che compie la sua rivoluzione in quasi cinque giorni e la sua massa è poco più della metà di Giove.

La Costellazione passa in opposizione al Sole tra fine ottobre e l’inizio di novembre, ed è visibile per tutto l’autunno, alta in cielo verso sud. A dire il vero, essendo così alta, può essere vista anche nel resto dell’anno, con vari orari di tramonto.
In estate, alzando gli occhi la si trova nella seconda parte della notte, dalle 3 in poi.

Piccola e quasi sconosciuta Costellazione è quella del Bulino che fu introdotta dall’astronomo francese de Lacaille durante la sua presenza in Africa, al Capo di Buona Speranza, tra il 1751 e l’anno successivo.

Costellazione del Bulino

Nel 1801 essa apparve nella famosa opera “Uranographia” di Johann Elert Bode ed era individuata come due bulini da scultore incrociati. Si tratta, lo ripetiamo, di una piccola Costellazione del cielo australe visibile anche in autunno, scendendo poi verso Sud, oltrepassando la Lepre e arrivando alla Colomba che sta subito a Est del Bulino. Complicato a dirsi ma semplicissimo in pratica.

ll nome originale francese era “burin” indicante il bulino  cioè lo strumento appuntito che serve a incidere i segni sulla lastra per la stampa, o sui metalli come rame, o cuoio o pelle… La Costellazione è stata anche chiamata “Scalptorium” (Scalpello). Nel XIX secolo l’astronomo americano Elijah Hinsdale Burrit propose di ribattezzarla “Praxiteles”, dal nome del grande scultore greco del IV secolo a.C. Nel 1930 l’Unione Astronomica Internazionale decretò “Caelum” come nome ufficiale. Naturalmente anche qui abbiamo una stella di nome Alfa, una doppia, ma la più interessante è Delta, una stella azzurra grande quasi quattrocento volte il nostro Sole e che dista da noi ben 1700 anni luce, interessante è anche Gamma, anch’essa una stella doppia con astri relativamente vicini. La Costellazione si trova tra Colomba ed Eridano, sotto il Cane Maggiore di Sirio spostandosi di più di venti gradi verso Sud Ovest. Difficile da trovare dal momento che nessuna delle sue stelle scende sotto la quarta magnitudine. Passa in meridiano nella stagione fredda ma è difficilmente (e solo parzialmente) osservabile a causa della bassissima declinazione.

            Cassiopea è invece una Costellazione circumpolare boreale e fa parte anch’essa delle 48 Costellazioni elencate da Tolomeo. I greci la conoscevano come “Kassiepeia” e “He Tou Thronou” che vuol dire “Ella del Trono” e fu tradotta dai latini come “Mulier Sedis” e dagli Arabi in “Al Dhat al Kursiyy”.

Ora, almeno secondo ciò che ci viene tramandato dalle leggende greche, Cassiopea era la moglie di Cefeo, donna dotata di alterigia e della quale abbiamo già parlato. Ricordiamo quindi che questa antipatica creatura regnava, assieme al marito sull’Etiopia e si autopromosse, facendo da giudici e giuria, come la più bella delle Ninfe Nereidi la qual cosa fece andare giù di testa Poseidone, notoriamente un dio nervosetto e litigioso, che mandò in Etiopia in missione distruttiva il mostro Cefus, perfettamente interpretato sullo schermo dal Kraken creato da Ray Harrthausen, di quello che è accaduto dopo abbiamo già parlato, però quello che non abbiamo detto è che Cassiopea fu messa in cielo attorno al Polo in modo da girarvi attorno per l’eternità e in più in posizione capovolta, una posizione poco consona per una regina che però avendo fatto girare le scatole a mezzo mondo conosciuto, era il minimo che le potesse capitare.

Costellazione di Cassiopea

Cassiopea è peraltro una delle Costellazioni più facilmente visibili data la sua configurazione a “W” nella quale si trovano le cinque stelle più luminose che rispondono al nome di Shedar, o anche Petto, Caph, Ruchbah, Ginocchio e Epsilon. Quella che sembra più interessante è Ruchbah, una stella bianco azzurra che varia leggermente di luminosità. Mediamente è quattromila volte più brillante del Sole dal quale dista oltre seicentomila anni luce. Poi abbiamo delle stelle triple molto belle e doppie come Eta. Con “R” abbiamo invece una curiosa variabile che è possibile vedere a occhio nudo ogni 430 giorni. Tra gli ammassi aperti, c’è M52, nota come lo scorpione. Tra le nebulose c’è la cosiddetta Pacman Nebula e la Nebulosa Bubble. La sua stella alfa è Shedir o Shedar. NGC 457 è un ammasso aperto molto bello, posto tra Delta e Theta Cas. Distante circa 9000 anni luce, ha un diametro di circa 30 anni luce e contiene diverse migliaia di stelle. Verso l’estremità sud-est dell’ammasso c’è la stella Phi Cas: nel caso questa appartenga all’ammasso (ci sono dubbi al riguardo) avrebbe una brillantezza come quella di Canopo.

Una stella che non vedremo mai, ma che fu estremamente importante, è la “stella di Tycho”: il celebre astronomo, l’11 novembre del 1572, scorse un bagliore in pieno giorno, ad occhio nudo, vicino alla stella Kappa Cas. Tycho stava osservando, senza saperlo, una supernova: rimase brillante alcuni mesi prima di scendere di nuovo sotto la visibilità ad occhio nudo.
Cas A è un residuo di supernova in espansione: recenti studi hanno tracciato il moto di tutti i filamenti in allontanamento dal centro. Il residuo è di 330 anni fa e l’esplosione mostra due componenti distinte: il mantello stellare esterno è stato eiettato in tutte le direzioni creando un’onda esplosiva sferica ma il nucleo della stella si è espanso con struttura appiattita.

In Cassiopea sono note alcune stelle con un sistema planetario: HD 7924 possiede una super Terra, ossia un pianeta roccioso simile alla Terra ma di massa superiore, così come Gliese 892, identificata anche come HD 219134 e relativamente vicina, a 21 anni luce dalla Terra. Negli altri due casi i pianeti sono giganti gassosi. HD 17156b in particolare è noto per possedere una massa quasi sette volte superiore a quella del pianeta Giove.

La Costellazione Cassiopeia, in italiano Cassiopea, è una Costellazione dell’emisfero boreale, rintracciabile sempre intorno alla Stella Polare, tra Orsa Minore e Cefeo. La sua osservazione è facilitata dalla forma delle stelle che la compongono, abbastanza brillanti e disposte a formare una ‘W’ un po’ storta (oppure una ‘M’, in base a dove si guarda). Cassiopeia si trova, come detto, vicino alla Stella Polare, dalla parte opposta rispetto all’Orsa Maggiore: quando una è alta l’altra è bassa e viceversa. Occupa 598 gradi quadrati di cielo e ospita 90 stelle superiori alla sesta magnitudine.

In un mare di stelle non poteva mancare un cetaceo come la Balena, anche lei fa parte dell’elenco tolemaico ed è conosciuta ai greci come “Ketos” che significa, appunto, Balena, ma chiamata anche “Orphis” o “Orphos” e “Cetus” per il popolo latino. Nell’antico Medioevo studiosi attenti e precisi come erano gli Arabi, divisero quella parte del cielo in tre sezioni diverse: la prima aveva il nome di “Al Kaff al Jidhmah” che significa “la parte della mano”, la seconda era stata chiamata “Na’amat” (Gli Struzzi Femmina) e l’ultima “Al Nitham” che significa “La Collana”. In seguito accettarono la denominazione greca e la tradussero come “Al Ketus”.

Ora, per entrare di nuovo nella leggenda, dobbiamo occuparci ancora una volta di quel povero mostro mandato in missione apparentemente distruttiva, ma in realtà suicida, da Poseidone ai danni di Cefeo e Cassiopea e poiché come in ogni scenario che si rispetti lo abbiamo mantenuto sempre nell’ombra, ora è il momento di descriverlo: Si trattava di un enorme serpente corazzato e dotato di arti anteriori e una bocca da far invidia a Barbara Chiappini e che fece comunque una brutta fine grazie all’intervento del prode Perseo. La resa cinematografica che ne fece Harryhausen è abbastanza similare se non fosse per il fatto che si è divertito a riciclare, come già aveva fatto più volte la sua creazione originale e cioè l’Ymir di “A Trenta chilometri dalla Terra” chiamando Kraken il mostro in questione. Il suo corrispondente celeste è una costellazione equatoriale non facile da vedere alle nostre latitudini e nella quale spicca Menkar una gigante rossa che dista da noi “solo” 220 anni luce ed è grande circa duecento volte il nostro Sole, ma la stella più luminosa è Deneb Kaitos, una gigante arancione e poi abbiamo Mira, una pulsante variabile, una gigante rossa che possiede un sistema binario e anche Gamma è una stella doppia. Tau Ceti, invece, riveste per noi un certo interesse in quanto è una stella più gialla della nostra e luminosa la metà del nostro Sole dal quale dista appena meno di dodici anni luce. Questo ne ha fatto, nella letteratura fantascientifica, la base di partenza ideale per invasori interstellari diretti verso il nostro pianeta. A confermare questa eventuale minaccia, nel dicembre 2012, è stato scoperto pianeta abitabile Tra i 2074 pianeti scoperti all’esterno del nostro sistema solare questo sta attirando l’attenzione degli astronomi perché si è rivelato potenzialmente il più simile alla Terra finora scoperto e si trova orbita, insieme ad altri 4 fratelli, proprio intorno alla stella Tau Ceti, gemella del nostro Sole.

L’indiziato è si grande cinque volte la Terra ma possiede un elemento decisivo per gli astronomi: si trova alla distanza ideale dalla sua stella, in quella che viene chiamata “area abitabile” o “linea della vita”, quindi ne’ troppo vicino per incenerire qualsiasi forma di vita, ne’ troppo distante per congelarla. Per cui, almeno apparentemente, condizioni ideali per sostenere forme di vita.

 

Prima di questo, però, è bene dire che, nel Marzo del 2000, attorno alla stella 79, un corpo luminoso simile al Sole, è stato scoperto un pianeta che è il 20% la massa di Giove e che ruota attorno all’astro in soli 78 giorni. Da allora, come si può vedere i metodi di ricerca degli esopianeti si sono fatti molto più precisi, primo fra tutti la stupenda missione della sonda Kepler il cui compito era proprio quello di cercare nuovi mondi e ne parleremo alla fine di questo trattato.

Costellazione della Balena

Al di fuori del regno delle ipotesi fantascientifiche di eventuali invasori, questa Costellazione comprende anche della Galassie a Spirale come NGC 247, 2 e M77, uno degli ammassi più luminosi osservabili anche con un piccolo telescopio. Come sappiamo è una Costellazione tipicamente autunnale e passa in meridiano a mezzanotte tra la fine di settembre e l’inizio di novembre. Possiamo cercarla in questo periodo, anche se abbastanza bassa sull’orizzonte.

E’ tuttavia visibile anche in altri periodo dell’anno, da luglio a febbraio. Si estende a partire dal Toro ed è vicinissima al piano dell’eclittica, tanto che può essere attraversata dai pianeti solari. Al suo interno passa anche l’equatore celeste, sebbene la costellazione sia estesa soprattutto nell’emisfero meridionale.

(5 – continua)

Giovanni Mongini