I COLORI DEGLI ARCOBALENI SU COROT-7a

I colori degli arcobaleni su COROT-7a apparivano sempre molto diversi da quelli che era possibile vedere comunemente altrove. Tali fenomeni atmosferici, generalmente di brevissima durata, erano generati soprattutto dalla nebbia da queste parti – non vi era molta pioggia durante tutto l’anno… – e le loro sfumature andavano dall’infrarosso al rosso, passando poi all’arancione, al giallo, al verde, al blu, quindi all’indaco fino a giungere alle lontane frequenze dell’ultravioletto riflesse nell’aria.

In realtà, la tipica rappresentazione degli arcobaleni – come archi dai sette colori – era un retaggio tradizionale della limitata visione umana, ma i particolari fotorecettori di OUUhrr lo rendevano capace di osservarli fra i 150 e i 1300 nm di lunghezza d’onda - dal momento che era un RRRjjy originario del pianeta RRRjjy Primo – dunque in modo molto più ampio e completo di quanto ovviamente potessero i due Terrestri presenti all’interno del suo stesso team.

Erano stati inviati su COROT-7a, un piccolo pianeta (metà della sua superficie era composta d’acqua e tutto il resto appariva come un unico grosso continente roccioso) che orbitava attorno a COROT-7a, una Nana Gialla considerevolmente più piccola del Sole presente del sistema stellare natio degli  umani. I suoi colleghi Terrestri erano stati in realtà assai compiaciuti di unirsi a quella spedizione scientifica dal momento che questo luogo apparteneva formalmente allo spazio RRRjjy (e pertanto l’unico modo in cui gli umani avrebbero potuto scendere su di esso era a seguito di espresso “invito” dei loro alleati alieni RRRjjy in quest’area…) e pertanto si erano subito mostrati pronti a lavorare assieme al fine di contribuire a svelare i segreti sepolti nel terreno di questo mondo ormai morto da lungo tempo.

Le teorie più diffuse presupponevano che creature assai simili all’attuale specie dei RRRjjy un tempo popolassero COROT-7a (presumibilmente provenienti  in origine da qualche pianeta abitato dai RRRjjy nelle vicinanze) tuttavia con il passare dei millenni tali esseri erano scomparsi del tutto, magari a causa di un imprevedibile disastro climatico o di un qualche fatto del genere, comunque ancora da appurare con sicurezza. Qualunque fosse la ragione, quella popolazione ormai estinta non si era mai evoluta in una civiltà più avanzata di quella degli antichi  Egizi (tanto per fare un paragone comprensibile con riferimento alle passate culture umane…) e avevano lasciato dietro di sé moltissime rovine della loro passata esistenza.

I  “perduti” abitanti  di COROT-7a erano decisamente conosciuti negli ambienti accademici per i loro particolarissimi edifici interrati – forse una caratteristica congenita di questa specie…- parecchi dei quali erano visibili anche dagli strati superiori dell’atmosfera, sebbene gli studiosi RRRjjy credessero che vi dovessero essere moltissimi altri luoghi di sepoltura ben nascosti sotto terra che nessuno aveva ancora scoperto finora… Pertanto, tutti i loro segreti e i tesori ivi celati si trovavano al sicuro tuttora e restavano tutti da scoprire!

Sfortunatamente le precedenti spedizioni inviate sul posto si erano rivelate dei fallimenti, nessun rapporto scientifico aveva mai raggiunto la madrepatria… in effetti, quello era un settore di spazio decisamente pericoloso a causa delle imprevedibili emissioni di particelle cariche provenienti dalla vicina stella Nana Gialla, con tutta probabilità si erano tutte quante perse durante il viaggio prima di giungere in prossimità di COROT-7a… Unicamente le moderne tecnologie di navigazione interplanetaria rendevano le astronavi in grado di superare agevolmente tali insidie oggigiorno.

La loro squadra era costituita da due Terrestri (una giovane archeologa Francese di nome Edmée – due occhi chiari che attiravano l’attenzione degli  alieni, in quanto erano di  un colore insolito  per  la loro  specie…- e  uno scienziato di mezz’età,  Frank, capelli castani e piuttosto grassoccio…) oltre a due RRRjjy (uno dei quali - ovvero OUUhrr - era di stanza sul pianeta, mentre l’altro era alloggiato sulla sonda rimasta in orbita, impegnato a esaminare attentamente dall’alto la superficie del continente coordinandosi con i tre colleghi al lavoro giù su COROT-7a).

Malauguratamente, le frequenti tempeste magnetiche rendevano difficile ottenere immagini nitide del sottosuolo, di conseguenza l’attività giornaliera si riduceva a essere prevalentemente un lavoro sul campo: gli “antiquati” strumenti di scavo avevano finito per rivelarsi non meno necessari che nei polverosi siti archeologici del passato…

OUUhrr si stava giusto prendendo una pausa dalla sua ricerca mattutina, riempiendosi la bocca con il suo spuntino, mentre assaporava una bevanda con il suo secondo orifizio facciale contemplando la schiera di arcobaleni che si stagliavano in alto sulle Scogliere Nere, quando Frank uscì fuori dalla tenda, dirigendosi con fare deciso verso di  lui.

-Ehi OUUhrr!- lo scienziato umano gridò da lontano, nel suo debole tono di voce, molto più flebile di quello usuale dei RRRjjy -Vieni subito a vedere questa porta di pietra semisepolta! Sembrano  esservi un sacco di artefatti alieni qua attorno…-

OUUhrr, l’archeologo, rimase a fissarlo per un attimo. I suoi occhi indugiarono a esaminare quelle  strane piccole creaturine lunghe quanto un piede – dalle sottili orecchie e  un aspetto vagamente suino…-  che si penzolavano giù dalle spalle dell’uomo. Naturalmente Frank  non poteva in alcun modo vederle, non  con i suoi occhi quantomeno. Al contrario, il RRRjjy poteva distinguere chiaramente il loro aspetto e le loro dimensioni, ma non disse nulla.

-Fai come  ti diciamo nnnnnooooooi…Comportati come ti chiediamo nnnnnooooooi…- stavano dicendo in quel momento gli esserini a OUUhrr da lontano. Ovviamente, anche le loro vocine non erano udibili dalle orecchie di Frank, dati i suoi limitati padiglioni auricolari da Terrestre, molto più ridotti di quelli a pentola degli alieni…

-Agisci come vogliamo nnnnnooooooi…completa il compito che ti abbiamo assegnato nnnnnooooooi…- continuavano a dirgli le creaturine. Il RRRjjy continuò a guardare Frank, sorridendogli e avanzando lentamente sulle sue cinque gambe robuste “Dopo tutto, io osservo il mondo con bulbi oculari differenti, in un modo in cui nessun essere umano potrebbe mai, proprio come per gli arcobaleni…” si disse fra sé e sé.

Era stato fin da quando erano giunti in quella zona che OUUhrr aveva cominciato a sentire quelle voci, quei “suggerimenti” appena sussurrati, che erano divenuti sempre più forti e convincenti soprattutto quando il RRRjjy si veniva a trovare vicino al punto in cui era attualmente posizionato il loro accampamento con tutte le attrezzature, nei pressi delle stupende Scogliere Nere. Probabilmente le tombe che stavano cercando dovevano trovarsi proprio là sotto, da qualche parte…

A ogni modo, non restava più molto tempo oramai, meglio sbrigarsi! Fin da quando OUUhrr aveva iniziato ad ascoltare quelle vocine aveva compreso bene ciò che andava fatto. E ora era stato quasi tutto predisposto fin nei più piccoli dettagli…

Nelle prossime ore avrebbe dovuto uccidere entrambi i suoi colleghi Terrestri – cogliendoli di sorpresa – quindi distruggere tutto il prezioso equipaggiamento che avevano portato con loro sulla superficie e non lasciare nessuna traccia nei dintorni. Subito dopo, avrebbe provveduto a inviare un falso segnale di soccorso alla sonda in orbita in modo da farla discendere a terra utilizzando delle coordinate errate: così il suo solo collega superstite sarebbe ben presto morto, simulando un triste incidente al rientro nell’atmosfera…      

Alla fine, le creaturine gli avrebbero rivelato il loro segreto, finalmente avrebbe saputo dove le tombe perdute si trovavano veramente!

-Uccidi gli altri come ti diciamo nnnnnooooooi…Riponi la tua salvezza in nnnnnooooooi…- quelle frasi erano sempre presenti nella sua testa e da parecchi giorni oramai… Non sapeva se quegli esseri che stava osservando – e a cui dava ascolto - fossero veri o solo immaginari, forse la loro visione era solo provocata da qualche sostanza presente nel terreno che era suscettibile di provocare allucinazioni in chiunque si trovasse nelle vicinanze (o forse solo ai peculiari fotorecettori dei RRRjjy…). Ma poteva essere anche diversamente, ovvero erano state quelle creature a disvelargli  la  loro esistenza segreta, si erano mostrate proprio a lui, e a nessun altro! Qualsiasi fosse la ragione, gli piaceva pensare che solo lui poteva vederle per qualche misterioso motivo, a causa del grande destino che lo attendeva innanzi probabilmente…

Quando tutto fu compiuto come ordinato, infine a OUUhrr fu concesso di  entrare nell’ingresso nascosto che conduceva alle tombe sotterranee… vi era polvere ovunque e comparivano delle strane iscrizioni lungo il lungo muro ai due lati.

Solo quando fu all’interno, l’alieno pensò che – chissà – forse tutto ciò poteva essere solo un ingegnoso sistema difensivo ben studiato dai costruttori degli edifici sepolti per tenerli intatti, inviolati e al sicuro dagli estranei, una specie di antica “maledizione” creata ad arte e decisamente efficace, capace di evitare che ogni genere di ladro o saccheggiatore potesse giungere troppo vicino alle tombe, instillando nelle loro deboli menti strani pensieri, costringendoli a diffidare l’uno dell’altro, facendoli combattere fra loro fino alla morte per dimenticarsi dei loro veri propositi…

Solo quando fu all’interno,  OUUhrr trovò i resti e le ossa dei numerosi razziatori di tesori che lo avevano preceduto in quel luogo nel passato… erano i corpi di coloro che erano stati destinati  a tenergli compagnia a breve in quel posto dimenticato, per sempre…

Sergio Palumbo