LA DEA MADRE 06

“Hanno sedici anni e un giro di fidanzati segreti,

gelosie morbose, orge, lesbicate…

Non mi sorprenderebbe

se scoprissero che si drogano!”

Cosa avete fatto a Solange?

di Massimo Dallamano, 1972

Personaggi principali

Aurora: studentessa diciannovenne del Liceo Malatesta

Flora: ex compagna di classe di Aurora e sua migliore amica

Chiara: studentessa del Liceo Malatesta e cameriera del locale Movida

Luca Del Rio: ventenne di buona famiglia, ex studente del Liceo Malatesta, fidanzato di Aurora

Danilo Crescenzi: trentenne agente immobiliare

Linda Lanzi: proprietaria del locale Movida e fidanzata di Danilo

Simone D’Avanzi: disoccupato, amico di Danilo

Iuri Casalino: 40enne milionario, amante di Chiara

Gianluca: studente pluriripetente del Malatesta, fidanzato di Flora

6-

Danilo esce di casa ed entra in automobile. Mette in moto ed esce dal parcheggio. Sull’altro lato della strada, un’altra automobile esce dal parcheggio e segue la scia dell’auto dell’agente immobiliare.

Danilo costeggia il mare. File di ombrelloni e lettini allineati e, dal buio, ombre che paiono fissarlo.

Ma non è dal buio che viene la minaccia. Gli occhi che lo osservano sono alle sue spalle e sono quelli della sua fidanzata Linda…

L’agente immobiliare fila fino alla statale, dove flebili come fatine compaiono sotto le luci le prostitute.

Danilo deve staccare il cervello, deve fare qualcosa che gli permetta di smettere di pensare alla morte di Aurora…

 

- Ti dico che mi ha seguita, mi ha rincorsa, quasi mi prendeva… – Chiara si lascia andare ad un flebile pianto. E’ consunta e pallida, pare un fiore appassito.

- E’ andata bene che c’era Iuri – Flora la consola passandole la mano sulla spalla.

Chiara fa in su e in giù con la testa.

- E’ proprio innamorato di te.

Le due amiche sono sedute su una panchina all’interno di un giardino alla periferia della città. Era il loro posto: si trovavano lì, durante le sere della settimana, per scappare dai genitori e dai compiti scolastici, a fumarsi una sigaretta, magari una canna, e confidarsi le avventure amorose.

Questa notte, però, quel posto che prima appariva un rifugio, risulta troppo isolato. E le amiche se ne accorgono.

Si guardano attorno.

Qualcuno, dal buio potrebbe osservarle. Oppure da dietro le finestre dei casermoni là in fondo.

- Mi arrivano delle chiamate anonime, la notte – Flora sussurra soltanto più.

- Anche a te? – Chiara solleva gli occhi tremanti.

- Dici che chi ha ammazzato Aurora voglia anche…?

La cameriera deglutisce e fissa per alcuni istanti negli occhi l’amica, valutando la situazione e cercando di cogliere la profondità della paura della compagna.

- Povera Aurora.

- Aurora aveva tutto: – sorride storto Flora – un ricco ragazzo che si prendeva cura di lei. Ma lei no, lei voleva quel Danilo! – nella voce di Flora c’è ora un pizzico di amaro, come se sotto sotto strisciasse l’invidia.

 

Flora e Chiara sono rientrate a casa. Chiara si è sprangata dentro il suo bilocale pagato dall’amante quarantenne. Flora, invece, è sola in casa, dato che i genitori sono usciti con gli amici per andare a vedere uno spettacolo al cinema.

L’appartamento della famiglia di Flora è illuminato da alcune luci accese qua e là nelle camere e la ragazza gira scalza per casa, ora andando a prendere qualcosa in frigorifero, ora accendendo la televisione.

Vi sono angoli bui a cui Flora non presta attenzione, in quanto conosce il sistema di illuminazione dell’appartamento in cui vive. Ma è proprio in uno di questi angoli che si cela la maschera con il ghigno triste di sangue. Nella mano stringe un coltello e il resto del suo corpo è coperto di indumenti neri, con il cappuccio e i guanti in pelle.

Quando Flora si siede sul divano, la maschera le compare alle spalle, con i minuscoli occhietti che fanno capolino tra le strette fessure. Flora fa in tempo a vedere il ghigno malinconico calare su di sé. Poi la lama entra nel suo corpo, trapassandone la pancia. Flora vorrebbe gridare, ma non ci riesce. Il maniaco estrae il coltello e colpisce la giugulare della ragazza.

Ora che Flora è morta e il suo sangue inzuppa il divano senza sosta, il killer le strappa i vestiti di dosso. Stavolta vuole vedere nuda la sua vittima, perché sa che c’è il tempo. A gran fatica le strappa i vestiti di dosso, poi si siede su una sedia a controllarne i tratti. Infine si alza e con foga allarga le gambe della studentessa. Con il coltello incide il pube, fino a che il sangue non nasconde alla sua vista la vagina.

(6 – continua)

Daniele Vacchino