CAMELOT

CAST

Jamie Campbell Bower

Joseph Fiennes

Eva Green

Tamsin Egerton

James Purefoy

Claire Forlani

Sinead Cusack

Origine: Stati Uniti, Gran Bretagna, Irlanda, Canada

Ideazione: Chris Chibnall e Michael Hirst

Durata: una stagione con dieci episodi di un’ora l’uno

TRAMA

Nella Britannia agli albori del Medio Evo il re Uther muore, ucciso dalla figliastra Morgana, e il mago Merlino va a recuperare Artù, ragazzo spensierato e un po’ scapestrato, erede al trono e figlio di Uther e Igraine allevato da un’altra coppia di nobili. Artù prende coscienza presto del suo ruolo di leader politico e militare, ma dovrà vedersela con un Paese diviso in tribù e fazioni, che non lo vedono di buon occhio e restano legate ad altri giochi di potere, con gli intrighi della sorella Morgana, desiderosa di diventare regina e per questo disposta a tutto, e con le sue stesse debolezze, come l’amore per la giovane Ginevra, moglie del suo fido cavaliere Leontes e legata a lui da un legame proibito, che può pregiudicare il futuro di tutti.

NOTE

Camelot è l’ennesima rilettura del mito di Re Artù secondo la versione di sir Thomas Mallory, con alcune importanti novità che però non si rivelano felici e interessanti come avrebbero potuto e dovuto essere. La serie infatti non riesce a scegliere tra la verosimiglianza storica del raccontare una pagina poco nota e buia della Storia britannica e una dimensione fantasy, con alcune inesattezze storiche e un’ambientazione che combina elementi di epoche diverse, tra castelli del Basso Medio Evo, costumi rinascimentali, una presenza della cristianesimo molto più istituzionale di come era e una divisione in tribù da prima della conquista romana.

Tra i cambiamenti introdotti, la morte di Uther Pendragon, per mano di Morgana trasformatasi in ragazzina dopo essere stata ripudiata, che lo avvelena e non sul campo di battaglia; il personaggio di Ginevra, qui non subito moglie di re Artù; la relazione tra Igraine e Merlino, normalmente due personaggi molto distaccati; e alcune delle malefatte di Morgana, soprattutto quelle in combutta con la monaca Sybil, personaggio totalmente inventato e un po’ anacronistico.

I personaggi di Artù e Ginevra risultano essere non particolarmente riusciti, volti da rotocalco o da poster per adolescenti più che eroi della vicenda, e troppo snaturati, soprattutto Ginevra con la presenza di Leontes, improbabile marito di quella che invece è fin dall’inizio la promessa di Artù, e semmai i problemi di amore, sesso e corna vengono dopo con Lancillotto, qui grande assente.

Decisamente più intriganti e interessanti risultano essere i comprimari come Merlino, lontano dall’archetipo di mago con la barba bianca; Morgana, detentrice di un potere matriarcale che fa paura; e la stessa Igraine, resa un po’ più corposa come personaggio con tanto di relazione con Merlino e di fine tragica.

Joseph Fiennes, fratello di Ralph e interprete di Shakespeare in love ed Elizabeth tra gli altri, è un ottimo Merlino, mentre la carismatica Eva Green, già icona del fantastico con La bussola d’oro e poi 300 – L’alba di un impero, è una Morgana torbida, sexy e intelligente, e la dolce Claire Forlani si ritaglia il ruolo di Igraine.

Per Joseph Fiennes, è la seconda serie di genere fantastico non fortunata a cui partecipa, dopo Flash Forward, anche questa cancellata dopo solo una stagione. L’attore è ora tra gli interpreti di American Horror Story.

La monaca Sybil è un personaggio ambiguo e originale, tormentatrice ma anche protettrice di Morgana, probabilmente capace di mettere insieme il matriarcato del paganesimo e gli ordini monastici al femminile che però storicamente vennero molto dopo. La interpreta l’attrice irlandese Sinead Cusack, moglie di Jeremy Irons, finissima attrice shakesperiana e attivista politica per svariate cause umanitarie e progressiste.

Una delle cose più belle della serie, ma il merito è solo di una scelta produttiva, sono gli scenari incontaminati e fuori del tempo dell’Irlanda, probabilmente molto vicini a quello che potevano essere gli ambienti della Gran Bretagna dell’epoca.

Jamie Campbell Bower, il biondo re Artù, è comparso anche in Anonymous, in Sweeney Todd nei panni di Anthony Hope, forse il suo ruolo di maggiore rilievo,  e nei film fantastici per adolescenti New Moon, dove è  Caius, uno dei Volturi, e Shadowhunters. Ha fatto anche una comparsata nei due ultimi film di Harry Potter, come Gellert Grindelwald, mago oscuro e forse amante di gioventù di Silente, oltre che nel non eccelso remake del 2009 del cult di fantascienza Il prigioniero.

Il finale della prima e unica stagione risulta essere aperto, con Merlino che parte dopo aver perso Igraine, Leontes che muore difendendo Artù e lasciandogli campo libero con Ginevra, Sybil che viene giustiziata addossandosi le colpe di Morgana, e quest’ultima che prende le sembianze di Ginevra per sedurre Artù e concepire poi Mordred. Gli appassionati sanno come continua la storia ufficiale, ma non si sa come avrebbero riletto il tutto gli sceneggiatori.

Purtroppo Camelot risulta essere più un’occasione sprecata che altro. Le libertà rispetto al testo originale sono troppe e non convincono, la vicenda è in bilico tra una presunta realtà storica e un fantasy non riuscito fino in fondo, non tutti i personaggi convincono e il tentativo di rendere il tutto decisamente più adulto come situazioni, tra violenza e sesso, risulta a tratti un po’ ridicolo e rende la serie difficile da collocare come target, visto che non è per i più giovani ma risulta poco incisiva anche per un pubblico più adulto. Forse sarebbe stato più interessante incentrarla su Merlino e Morgana, che man mano acquistano importanza, ma probabilmente il destino di Camelot era già segnato dopo poco e la serie non è riuscita a trovare un suo posto, anche se resta comunque un esempio non da trascurare di fantasy per la tv partendo da un classico sempiterno e quindi non facile da adattare come il mito di Re Artù.

Elena Romanello