I REGNI DI NASHIRA – LE SPADE DEI RIBELLI

Tornano le avventure di Talitha, la ragazza-guerriera nata dalla penna di Licia Troisi. Già nel primo volume della saga abbiamo conosciuto le caratteristiche di Nashira, un mondo dove scarseggia l’aria e dove la vita è possibile soltanto sotto le chiome dei Talareth, immensi alberi secolari. Un mondo anche rigidamente gerarchizzato, dove la razza Talarita prevale su quella Femtita da secoli.

Ma ora le cose stanno cambiando. Ovunque divampano le rivolte degli schiavi Femtiti, una scintilla fatta scoppiare quasi inconsapevolmente da Saiph, il servo di Talitha e suo fedele amico. Ma in realtà, ad appiccare l’incendio nel convento in cui la sua padrone era stata rinchiusa, non è stato Sapih. È stata Talitha stessa, che non ha mai voluto diventare sacerdotessa. La ragazza ha un animo guerriero, non sopporta la prepotenza delle sua razza nei confronti dei Femtiti e soprattutto ha scoperto un segreto, lasciatole da sua sorella Lebitha prima di morire: il mondo di Nashira è in grave pericolo. Si sta per ripetere una catastrofe accaduta in un lontano passato. Ogni forma di vita sul pianeta rischia di essere spazzata via dai raggi nocivi dei due soli Miraval e Cetus.

Proprio per tentare di evitare il cataclisma, Talitha e Saiph fuggono alla ricerca di Verba. Quest’uomo misterioso, chiamato anche “l’eretico”, sembra appartenere a una razza sconosciuta su Nashira ed è l’unico che è sopravvissuto al primo flagello dei soli.

Nonostante il pericolo imminente, Talitha si lascia trascinare dal richiamo della battaglia, pronta a usare la sua lama per difendere i Femtiti. Soprattutto per vendicarsi di suo padre, il perfido conte Megassa. Pur di scontrarsi con lui è disposta a mettere da parte la missione di trovare Verba. Saiph, al contrario, non vuole assolutamente partecipare alla rivolta, benché sia ritenuto un eroe da tutti i suoi simili.

I due amici sono quindi costretti a dividersi. Talitha diventa una guerriera sempre più abile grazie alla Spada di Verba che impugna. La misteriosa lama le dona un potere grandissimo, ma sembra anche sottrarle energia ogni volta che uccide. Tra una battaglia e l’altra, la ragazza scopre poi di provare un dolce sentimento verso Melkise, il cacciatore di taglie che nel primo libro aveva cercato di catturarla per ordine di Megassa. Melkise si è unito ai ribelli per proteggere il suo giovane schiavo Grif ed è diventato per Talitha un fedele compagno in battaglia. Sarà proprio lui a farle aprire gli occhi, a mostrarle il vero volto della ribellione: i Femtiti non vogliono giustizia, vogliono solo il sangue dei Talariti.

Intanto Saiph attraversa luoghi inospitali, fino a raggiungere finalmente Verba. Il ragazzo è diventato anche protagonista di un fatto inspiegabile e miracoloso: ha iniziato a provare dolore fisico, una caratteristica che alla sua razza dovrebbe essere estranea.

All’inizio Verba non è per nulla intenzionato a svelare le sue conoscenze sulla catastrofe accaduta nel passato. Ma alla fine, vedendo che Saiph è disposto a tutto pur di cercare di salvare il mondo, cede. Seguendolo, il ragazzo scopre così nuovi aspetti di Nashira: prima dei Femtiti e dei Talarati esistevano altre razze e, dove ora si stende il deserto, c’era un immenso oceano.

Il romanzo è scorrevole, privo di parti noiose o descrizioni inutili. Il linguaggio è curato, moderno, con quella lieve nota classicheggiante che caratterizza i romanzi della Troisi senza appesantirli. La storia non propone clamorosi colpi di scena o grandi innovazioni, ma presenta un intreccio interessante, ben strutturato. I personaggi sono credibili, anche se un po’ stereotipati. Nel complesso, un libro godibile, un fantasy ben realizzato.

Emma Brander