GLI SPECIALI TELEVISIVI DI OSAMU TEZUKA

Tra le proposte del catalogo della Yamato Video, che da vent’anni edita animazione giapponese di svariato genere, spicca come interesse e qualità il Tezuka Box, sei speciali televisivi tra fine anni Settanta e primi anni Ottanta realizzati dal papà dell’animazione giapponese, Osamu Tezuka, morto prematuramente nel 1989 dopo una carriera di quasi mezzo secolo.

Trasmessi anche a pezzi e bocconi dalla RAI, gli speciali di Tezuka mescolano tematiche ecologiste e pacifiste, ripescaggio dei suoi personaggi più famosi, da Black Jack ad Astroboy come guest star, suggestioni di fantascienza e fantasy, con risultati interessanti e non solo da nostalgici.

Le avventure di Bander racconta la storia di un ragazzo terrestre, unico superstite alla distruzione di un’astronave, che naufraga e cresce sul pianeta di mutaforma Zobi, innamorandosi della sorella adottiva e venendo bollato come appartenente a una razza bellicosa. Avventure, ecologismo e autocritica delle guerre sono gli elementi portanti di una storia appassionante e divertente, che si rivede volentieri, e che mescola la fantascienza tradizionale al fantasy, prodotta nel 1978.

Marine Express, realizzato nel 1979, vede una parata di personaggi tezukiani impegnati nel viaggio inaugurale di un treno che passa sotto l’Oceano Pacifico, un’invenzione favolosa ma che minaccia l’ecosistema. Più debole di altri ma piacevole per gli amanti dell’universo creato da Tezuka, il film fa riflettere su grandi opere ed ecologia ed è decisamente attuale in questo momento, in Italia in particolare, tra TAV e ponte sullo stretto di Messina.

Fumoon, del 1980, porta su un’isola del Pacifico, devastata da esperimenti atomici di due superpotenze, dove la natura si sta evolvendo in maniera mostruosa, e dove è comparsa una nuova specie umanoide, simile agli elfi, che vuole punire gli uomini facendo fuggire gli animali e trascinando verso la Terra una nube di gas tossico che arriva dallo spazio. Una metafora degli ultimi anni della guerra fredda, ma anche un monito contro gli esperimenti atomici, per un invito a rivedere tutto rispettando l’ambiente.

I quattro di Brema, rilettura del 1981 della celebre fiaba, racconta di un cane, di un gatto, di un gallo e di un asino che si trasformano in umani cantanti, in un mondo stravolto da una guerra che riecheggia non poco il secondo conflitto mondiale. Tra dittatori e massacri, i quattro eroi porteranno con le loro canzoni e poi ridiventati animali con i loro racconti, un’idea di pace. Una fiaba interessante, con un paio di scene fortissime che denunciano la violenza insensata contro i civili di tutte le guerre, e con un omaggio all’eroe di Tezuka per antonomasia, Black Jack, outsider e medico rinnegato.

Interessantissimo anche l’animalista Bagi, del 1984, condanna senza appello della vivisezione e degli esperimenti per mescolare il DNA umano con quello animale, incentrata su Bagi, metà donna e metà puma, antenata delle ragazze gatto di tanti cartoni animati di qualità anche inferiore, capace ancora di commuovere con il suo dramma.

L’ultimo titolo è il fantasy Prime Rose, sempre del 1984, dove l’esplosione di un’arma caduta dallo spazio proietta una parte di Terra in un futuro remoto: il giovane eroe Gai si reca diecimila anni nel futuro, per scoprire cosa è successo agli abitanti di quelle zone, finendo coinvolto dalla lotta tra due fazioni opposte in un mondo che sembra tornato ad un’antichità tecnologia e innamorandosi della principessa Emiya, futura salvatrice del suo popolo. Una bella avventura fantasy, con un’eroina che riecheggia e omaggia le protagoniste dei disegni di Luis Royo e soci, e anticipa tante protagoniste del genere degli anni successivi, a cominciare da quelle delle Clamp.

Un cofanetto per chi ama l’animazione giapponese in tutta la sua Storia, ma anche per chi vuole cercare, anche nell’immaginario e nei generi del fantastico, il riflesso e la metafora dei problemi del giorno d’oggi. Del resto si sa che i grandi del fantasy e della fantascienza portano in mondi lontani e straordinari solo per far conoscere meglio il nostro di mondo, con tutte le sue contraddizioni e drammi. E Tezuka è uno di quegli autori che ha fatto questo meglio di tutti.

Elena Romanello