ALESSANDRO BUCCI

Non ci capita spesso di intervistare un musicista, di solito ci occupiamo di scrittori e di registi, ma non possiamo certo negare che la colonna sonora di un film o il sottofondo musicale per la lettura di un libro siano altrettanto importanti. E’ per questo motivo che abbiamo incontrato per voi Alessandro Bucci, che da qualche anno compone bellissimi brani ambient-horror… ma non solo. Conosciamolo meglio.

COMINCIAMO CON UNA DOMANDA DI RITO. CHI È ALESSANDRO BUCCI?

Bella domanda! Dunque, Alessandro Bucci è il ragazzo che ti trovi di fronte, compresi tutti i suoi progetti musicali e artistici.
Come diceva Tupac Shakur: “Posso essere chi voglio perché sono vero con me stesso”. Mi ci ritrovo in quell’ affermazione.
Non ti piaccio? Criticami. Non me ne importa un accidenti, a meno che la tua critica sia costruttiva, allora la prendo in esame e ci rifletto su. Altrimenti avanzo come un solido carro armato cercando di farmi largo tra l’ignoranza e l’opposizione altrui.
Non mi piace ghettizzarmi in un genere o in una scena, compongo ciò che sento e mi piace, ma al contempo sono apertissimo a collaborazioni con altri musicisti e mi vedo bene anche in un contesto collettivo. In passato ho militato in diverse band anche abbastanza numerose e mi trovo bene dal vivo.
Quello che detesto è vedere fattori non musicali macchiare o condizionare la musica e l’arte. Vedere che sei ritenuto “Cool” se ti inchini a tutti gli stereotipi e se fai comodo a qualcuno. A davvero pochi interessa ascoltare la musica degli altri.

VUOI PARLARCI DELLE TUE PRODUZIONI MUSICALI E DELLE RACCOLTE “MAKA ISNA – MUSIC FOR YOUR NIGHTMARES”?

Dunque, innanzitutto mi piace comporre ciò che sento per cui finisco col realizzare musiche di ogni genere e tipo. Mi piace sperimentare, utilizzare il sistema tonale, ma anche approdare all’atonalità unendo il tutto alle mie intuizioni ed al mio istinto. Questo per quanto riguarda gli ultimi tempi. “Maka Isna” (2007) e “Maka Isna II” (2009) invece sono stati composti principalmente a orecchio e seguendo l’istinto. Trattasi di due raccolte di musica ambient / horror composte anche con l’intento di utilizzarle per cortometraggi o materiale fotografico / video. I brani di “Maka Isna” risalgono al 2005 e al 2006, mentre quelli di “Maka Isna II” sono stati composti tra il 2007 e il 2008. Tra il 2005 e il 2008 è stato un lasso di tempo molto prolifico per me per quanto concerne la musica Horror / Ambient. Ci tengo a precisare che il progetto “Maka Isna” è stato chiuso agli inizi del 2010 e non intendo riaprirlo, ma sono favorevole a utilizzare quei brani per materiale video o altro. “Maka Isna” era un mio “side-project” degli Hell Baron’s Wrath, quelli più “vecchi”, ovvero quelli che cercavano di dare al Metal estremo qualche “colore” nuovo e soprattutto apportare un nuovo spirito.
L’estate scorsa ho composto tre brani Ambient pesantemente influenzati dalla musica Classica che spero di pubblicare presto sui Social Network abbinati a lavori grafici.
Nella mia band principale, gli Hell Baron’s Wrath (www.hellbaronswrath.net), oltre a essere il vocalist ho inserito sin dagli albori del progetto intermezzi Ambient / Industrial e ho curato intro e/o intermezzi di alcuni brani.
In passato ho composto anche musica Techno/Trance sotto al monicker Alex Timer, pubblicando su una compilation locale il brano “Only in A Dream”.

QUAL È AD OGGI LA PARTE PIU’ DIFFICILE DEL TUO MESTIERE?

Innanzitutto per me non è un mestiere, magari lo fosse! La parte più difficile del “gioco” comunque penso sia capire come sia tutto un enorme casino. Dagli aspetti più semplici a quelli più complessi. In Italia un artista che voglia emergere, se non ha intenzione di adeguarsi a una scena e/o a dei cliché, è pressoché spacciato in partenza. Non solo deve curare tutta la sua proposta musicale, ma deve essere anche una specie di manager di se stesso, finendo talvolta col curare di più gli aspetti estetici ed effimeri piuttosto che la proposta vera e propria. Molti musicisti cedono gettando i remi in barca di fronte a uno scenario che effettivamente è raccapricciante. Non c’è rispetto per la musica, è tutto un “papponamento”, difficilmente si viene a contatto con persone leali e che amano ciò che fanno. Ma soprattutto, a nessuno frega di te. In partenza.
Non sono contrario al concetto di “scena musicale”, ma per le esperienze che ho avuto in passato posso dire di non aver mai trovato uno spazio in cui mi sia sentito libero di creare e di muovermi.   
Concludo dicendo che qualsiasi genere tu proponga in questo paese, se una persona ti ferma per strada la domanda che ti fa di solito è: “Ma perché non provi con X Factor”? Queste uscite la dicono lunga su come la musica venga intesa…(purtroppo).

IN QUESTI ANNI DI ATTIVITÀ HAI SEMPRE AVUTO UNA PREDILEZIONE PER IL FANTASTICO, IN PARTICOLARE PER L’HORROR. CHE SIGNIFICATO HA PER TE QUESTA TEMATICA?

Più che per il fantastico direi per tutto ciò che viene da dentro, per le emozioni, i sentimenti, le sensazioni e cercando spesso di ricrearle generando atmosfere. Certo se ti riferisci a “Maka Isna” hai in buona parte ragione, l’Horror è una delle tematiche principali e grande fonte di ispirazione per quei lavori. Ti dirò, non sono un appassionato del genere e neppure un intenditore. Semplicemente sono rimasto molto colpito da film come “The Ring”, “Ju-On – Rancore” (“The Grudge 1 e 2”, quelli giapponesi), “Silent Hill”, “Audition” e altri ancora. Soprattutto direi “The Ring” comunque, anche quelli di produzione americana. Alcuni temi musicali presenti in quel film, composti da Hans Zimmer, Henning Lohner e Martin Tillman, mi hanno davvero stregato tempo fa e furono la base, insieme al Black Metal Ambient, per “Maka Isna”. Le musiche di “Silent Hill” invece hanno influenzato molto alcuni brani di “Maka Isna II”.

VENIAMO A UNA DOMANDA PIÙ GENERALE. DOVE TRAI ISPIRAZIONE PER I TUOI BRANI? OVVERO, COME NASCONO LE TUE IDEE MELODICHE E COME RIESCI A TRASPORLE IN MUSICA?

A questa domanda ti rispondo riferendomi alle mie ultime creazioni: fondamentalmente lavoro basandomi sull’armonia tonale e la modalità che prediligo è il LA minore . Mi piace sia la scrittura melodica che quella armonica e le impiego entrambe, quasi alternandole. I brani di cui ti parlavo sopra li ho composti soprattutto basandomi sugli accordi, per dare ai brani atmosfere quasi corali, ma ho sovrapposto anche melodie diverse per creare leggere dissonanze. La melodia inoltre tendo a utilizzarla nelle parti iniziali, centrali o finali. Le “code” dei miei brani sono spesso melodiche.
Per un progetto che ho in cantiere da diverso tempo ho utilizzato parecchio l’atonalità, evocando sonorità un po’ ostiche.
Le ispirazioni vengono dagli studi universitari che ho fatto e dalla musica in generale, ma soprattutto dalle mie esperienze di vita, dalle mie riflessioni e dal rapporto interiore che ho con la musica.

QUALI SONO I TUOI MUSICISTI PREFERITI?

Se parliamo di compositori, ti cito sicuramente Igor Stravinskij, del quale posseggo anche tutta la discografia diretta da lui stesso. “La Sagra della Primavera” è in assoluto la composizione che preferisco per quanto concerne il repertorio colto. Ennio Morricone mi ha influenzato molto, soprattutto nella mia infanzia. Tra i compositori di colonne sonore Michael Hoenig e Inon Zur, giusto per fare due nomi.
Gli Ulver sono sicuramente un punto di riferimento per la loro grandezza musicale e per la loro saggia apertura mentale, così come lo erano gli …And Oceans, una band scomparsa prematuramente. Se dovessi farti l’elenco di tutti i musicisti che apprezzo comunque probabilmente staremmo qui fino a domattina (hehe). Diciamo per farti qualche nome che come vocalist Scream ammiro molto Shagrath dei Dimmu Borgir e Dani Filth dei vecchi Cradle of Filth; come rapper e/o Mc (ma anche per le basi musicali) adoro Busta Rhymes, Rick Ross e i Mobb Deep; per quanto riguarda i bassisti i miei preferiti sono sicuramente Alex Webster dei Cannibal Corpse, “Orion” dei Behemoth e “Fieldy” dei Korn; sui chitarristi ti dico Roy Buchanan, Dave Murray degli Iron Maiden e la coppia Hanneman/King degli Slayer; per quanto riguarda i batteristi ti dico Nicholas Barker (ex Cradle of Filth e Dimmu Borgir), Dave Lombardo (Slayer) e Matte Modin  (ex Dark Funeral). Non posso non citare inoltre Miles Davis, trovo la sua musica molto profonda e talvolta oscura.

E PER QUANTO RIGUARDA I FILM, CHE CI DICI?

Dunque, tra i miei film preferiti c’è senza dubbio “Eyes Wide Shut” del compianto Kubrick, che considero un capolavoro assoluto. In quel film ogni dettaglio, ogni elemento è al posto giusto. La cura dei particolari è oltre l’eccellenza. Inoltre mi piace molto “The Ninth Gate” di Polanski, “The Devil’s Advocate” di Taylor Hackford, ma anche Spike Lee con un capolavoro come “He Got Game”. In generale ogni film sul Basket americano tende a piacermi. Anche quelli che si basano sulla musica Hip Hop, mi è piaciuto molto “Notorious” ad esempio. Mi piacciono tuttavia anche film divertenti come “Big Trouble”, “2 single a nozze”, “The Girl Next Door”, “Scary Movie 3” eccetera… Non mi piace prendermi sempre troppo sul serio, ogni tanto è giusto e opportuno lasciarsi andare a qualche sana risata rendendosi conto di quanto l’essere umano è in fondo buffo e “sperduto”. Concludo citando i film western che vedono protagonista l’inimitabile John Wayne.

ULTIMA DOMANDA, POI TI LASCIAMO AL TUO LAVORO. QUALI PROGETTI HAI PER IL FUTURO E QUAL È IL TUO SOGNO (O I SOGNI) CHE HAI LASCIATO NEL CASSETTO?

I miei progetti per il futuro sono molteplici, ovvero pubblicare il prossimo disco con la band, portare avanti le mie composizioni soliste e…. in teoria ho anche una sorpresuccia a mezzo… materiale che sin ora ho condiviso solo con persone leali e in grado di apprezzare la creatività più scollegata dai paletti di “scena”, ma sono indeciso se pubblicare a breve il materiale. Di sogni nel cassetto al momento ne ho lasciati tanti, uno era quello di incidere significativamente con gli Hell Baron’s Wrath nel panorama Metal, ma purtroppo, almeno per il momento, le cose non sono andate così. Abbiamo sempre avuto problemi con la formazione e il nostro percorso è stato travagliato, seppur non privo di piccole soddisfazioni. Il fronte Live è quello che ci ha penalizzato più di tutti, non essendo riusciti a fare concerti significativi e con regolarità. Spiacenti, ma io non lecco il culo a nessuno per procurarmi una data dal vivo. Infine, la nostra proposta è stata, credo, sempre fraintesa. Siamo sempre stati etichettati come una Black Metal band, ma il nostro obiettivo era quello di contaminare il Metal Estremo in modo personale. Alla fine, le chitarre zanzarose dei primi tempi e la voce Scream hanno finito per prevalere sulle contaminazioni extra-genere che ogni brano contiene, temo.
Concludo ringraziandovi per questa bella intervista e invitando i vostri lettori ad ascoltare i brani che ho postato online. Registi, video maker, artisti, fatevi avanti!

PER CHIUDERE, PRIMA DEI SALUTI, VI SUGGERIAMO DI ASCOLTARVI I BRANI “ESCAPE FROM HATE”, “WITH THE TEACHER AND VICTORIOUS WEAPONS” E “PAIN IN YOUR EYES”… SONO SOLO UN PICCOLO ASSAGGIO DI QUELLO CHE ALESSANDRO SA FARE. SE INVECE VOLETE CONTATTARLO, POTETE SCRIVERGLI A alesbucci@hotmail.it.

E A QUESTO PUNTO NON CI RESTA CHE FARE UN GROSSO IN BOCCA AL LUPO AD ALESSANDRO! SPERIAMO DI RISENTIRLO PRESTO!

Davide Longoni